World Darts Championship Day #4 – La settimana scorsa

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La quarta giornata del World Darts Championship 2026 è andata.

Se rispetto ai giorni precedenti gli eventi notevoli lontano dalla pedana sono diminuiti, quelle di domenica sono state probabilmente le sessioni più interessanti dal punto di vista meramente sportivo. 

Il pomeriggio inizia ed è già sorpresa: Ritchie Edhouse, testa di serie numero 27, viene surclassato dal neozelandese Jonny Tata, alla prima vittoria in carriera ad Alexandra Palace. Che Edhouse non fosse sicuro del passaggio del turno si sapeva, ma la prestazione ha lasciato decisamente più a desiderare di quanto ci si potesse aspettare, con AVG di 86. Vittoria per 3-0 anche per Dom Taylor contro un tutt’altro che irresistibile Oskar Lukasiak, ma le soprese non finiscono, perchè nel terzo incontro della sessione il favorito Richard Veenstra non riesce ad avere la meglio su Nitin “The Royal Bengal” Kumar, che diventa così il primo indiano di sempre a vincere una partita ad Alexandra Palace, oltre al titolo di peggior maglietta del torneo grazie a delle terrificanti rappresentazioni cartonesche di tigri. La sessione si chiude col botto: Bradley Brooks è indicato da tutti come colui che butterà fuori al primo turno Joe Cullen, numero 32 del mondo che così scivolerebbe pesantemente di classifica. D’altronde, durante l’anno i numeri di Brooks sono stati decisamente migliori di quelli di Cullen, giocatore di talento certificato ma di scarsa costanza. Queste situazioni però tendono ad aizzare “The Rockstar”, che gioca una partita sensazionale, flirtando con il 100 di AVG e lasciando solo 2 leg al povero Brooks, travolto da un uragano di adrenalina. 

La sessione serale si apre con un match piuttosto ordinario tra Lukas Wenig e Wesley Plaisier, con quest’ultimo in grado di prevalere nei momenti decisivi dei set per il 3-1 finale. A questo punto Alexandra Palace inizia a fremere: sta per fare il suo ritorno, dopo mesi di isolamento dal circuito, il numero 23 al mondo ed ex vincitore Major Dimitri van den Bergh. Il suo avversario, Darren Beveridge, è uno scozzese all’esordio il cui passaggio del turno dipende quasi interamente dal livello di gioco del belga, ignoto a tutti, probabilmente anch’egli stesso. Nel torneo di Natale, la magia non è arrivata, anzi: la partita di Van den Bergh è somigliata più ad un incubo ad occhi aperti, con un AVG appena sopra gli 80 punti (sinora peggio solo Lisa Ashton e Oscar Lukasiak), nessun momento in cui la scintilla è andata anche solo vicino ad accendersi, un solo, tristissimo, leg vinto e in generale un trascinarsi verso la sconfitta. Per Beveridge, che ha fatto il suo egregiamente, un secondo turno che assomiglia molto ad una manna dal cielo. Ma ora si spengono le luci in sala, perchè sta per arrivare Lui. La sua età legale dovrebbe essere di 40 anni ma evidentemente vive nel corpo di un anziano signore, è uno dei volti dello sport da tantissimi anni, ha vinto un Mondiale BDO, ha un canale YouTube dove racconta la sua vita e carica le partite in cui sfida il figlio, è un eroe del popolo, è Stephen “The Bullet” Bunting. John McDonald lo introduce con cavalleresca enfasi, in sottofondo parte “Titanium” di David Guetta ed Alexandra Palace va in delirio. Per cinque minuti è il re del palco: balla, canta e fa cantare, sotto lo sguardo divertito dell’avversario, il ventiduenne polacco Sebastian Bialecki. Ci sarebbe infatti da giocarsi una partita, ma Bunting, con ancora l’adrenalina del concerto nelle vene, gioca ad un livello vicino alla perfezione nei primi due set e si invola verso la vittoria. Al rientro dall’intervallo però, mentre lo staff della PDC sta già preparandosi all’ultimo match di giornata, l’effetto dell’adrenalina svanisce, Bialecki intuisce che è il momento giusto per provare ad infilare il piede nella porta e piano piano, leg dopo leg, si porta sul 2-2 nel conto dei set, andando addirittura avanti 2-1 nel quinto e decisivo set. A questo punto il funerale dell’intero palazzo è palpabile, ma Bunting dimostra ancora una volta di essere un essere umano speciale: ritrova la magia, gira la manopola dell’adrenalina e gioca tre leg insensati per vincere il primo tie-break di questo Mondiale. Fossi in voi non vorrei perdermi il secondo turno contro la Tigre Indiana. Qualcuno deve incaricarsi il peggior lavoro del mondo, quello di salire in pedana dopo Bunting: per l’ottavo e ultimo match di giornata se la vedranno James Hurrell e Stowe Buntz. Quest’ultimo, americano che non aveva mai vinto un set al World Darts Championship, si accontenta di vincerne uno e lasciare la vittoria ad un buon James Hurrell, che con tutta probabilità dovrà alzare il livello se vorrà provare a ripetere il risultato nel secondo turno. 

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