L’ottava giornata di World Darts Championship è andata.
Nessun dubbio che questa sia stata la più incredibile, emozionante e surreale giornata del World Darts Championship 2026, e difficilmente potrà essere spodestata da qui alla fine.
La sessione pomeridiana, dai più pronosticata come noiosa, di basso ritmo e livello, si è rivelata una meraviglia che ha scatenato l’euforia di Alexandra Palace e dei sostenitori globali delle freccette. Proviamo ad andare per ordine.
All’ora di pranzo Callum Rydz ha facilmente regolato l’esordiente ungherese Patrik Kovacs, tradito dall’emozione e dalle percentuali in doppia, con un secco 3-0. Nel secondo match sarebbe favorito il francese Thibault Tricole, ma al momento dell’ingresso in pedana del giapponese Motomu Sakai si capisce che c’è del potenziale. Canta, balla, si esalta, sembra sotto effetto di psichedelici. Travolto da un ciclone di vivacità, colore e divertimento, Tricault non riesce a tirare fuori il suo solito livello e leg dopo leg sprofonda nella crisi. Il risultato è che Sakai non smette si sognare e di ballare fino al 3-0 finale. La sorpresa di giornata è arrivata. O forse no, perchè dopo la passeggiata di Joyce sull’inadatto Bates, per la quarta partita di sessione a sfidare il numero 18 al mondo Mike De Decker c’era un tale “Why Not?”. David “Why Not?” Munyua, 30 anni, nato e cresciuto in Kenya, primo giocatore africano (escluso il Sudafrica) nella storia dei mondiali. Il suo AVG annuale, 75 punti scarsi, non permette neanche di lasciarsi andare ad immaginifici voli pindarici contro un fuoriclasse assoluto come De Decker, e di fatti dopo qualche incredibile set dart sbagliata David si trova sotto 2-0, com’è giusto che sia. Da qui in poi il delirio. Il belga inizia a sbagliare le doppie, il pubblico inizia a fischiarlo e a sostenere la lenta rimonta del kenyota. 2-1, 2-2, a De Decker iniziano a sudare anche le ginocchia, Munyua vince leg in cui sbaglia a contare e quasi per magia si ritrova a tirare al D20 per la vittoria. Nel momento in cui la seconda freccia colpisce il settore rosso Alexandra Palace letteralmente erutta, festeggiando adeguatamente uno dei momenti più leggendari della storia di questo sport. Si chiude così una sessione straordinaria e che difficilmente verrà dimenticata da chi l’ha vissuta.
Pausa per cenare e riprendersi dalla sbornia e si ricomincia con il primo incontro della sessione serale, incontro in cui Jermaine Wattimena ha dovuto superare diverse difficoltà contro un Dominik Grullich abile nell’approfittare degli errori avversari per portari sul 2-1, prima di subire la rimonta dell’olandese. Match della giornata, il secondo incontro tra Dave Chisnall e Fallon Sherrock non ha ripetuto la magia del pomeriggio: mentre tutta Alexandra Palace sperava nella vittoria di Sherrock, soprannominata “Queen of the Palace” da quando ha conquistato la prima vittoria femminile nella storia dei Mondiali, Dave Chisnall tirava fuori una prestazione ottima in zona checkout sufficiente ad aggiudicarsi i 3 set giocati. Ancora una volta si spengono le luci a palazzo e tutto si colora di verde per l’ingresso dell’Alieno Michael Van Gerwen. La sfida contro il giapponese Tatsunami doveva essere poco più di un allenamento, ma lo stravagante giapponese ha portato in pedana un livello altissimo, tanto da vincere il primo set e impensierire seriamente l’olandese, andando molto vicino a giocarsi un decisivo quinto set. La giornata si chiude con il dominio del numero 1 polacco Ratajski, fortunatamente in grado di asfaltare il lentissimo filippino Alexis Toylo per 3-0, donandoci la possibilità di andare a dormire ad un orario normale.
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