La sesta giornata del World Darts Championship è andata.
Ancora una giornata memorabile, all’insegna delle sorprese e dai risvolti inspiegabili. Per mettere in chiaro come andranno le cose in seguito, il primo match della sessione pomeridiana, dai pronostici una noiosa vittoria di Alan Soutar contro l’esordiente finlandese Teemu Harju, si è trasformata in una interminabile ma emozionante maratona culminata in una guerra di nervi in cui entrambi erano così confusi da colpirsi da soli. In vantaggio per 2 set a 0, il pompiere scozzese ha iniziato a sbagliare Match Darts come solo il sottoscritto saprebbe fare, permettendo all’avversario non solo di rientrare in partita, ma addirittura di completare la rimonta e portarsi ad una freccia dalla vittoria: neanche sto a dirvelo com’è andata. Il finlandese si scioglie sotto le luci di Alexandra Palace e sbaglia a sua volta 4 freccette decisive, una divinità pagana intercede facendo entrare il sedicesimo tentativo di Soutar e dopo 74 minuti di agonia, 27 leg e il primo tie-break del torneo la partita finisce. A questo punto bisogna andare veloci in pedana e a salvare la PDC ci pensano due ragazzi inglesi dalla personalità molto diversa. Il secondo incontro di giornata è infatti dominato da Justin Hood, mancino che compete esclusivamente per potersi permettere di aprire un ristorante cinese. L’inglese ha lasciato appena tre leg al favorito Nick Kenny, mantenendo un altissimo livello di gioco per tutta la partita e chiudendo con un AVG appena sotto il 100. Il secondo turno contro Noppert promette scintille. L’altro inglese che ha vinto con un AVG di 99 arriva nel terzo match, ma lui merita una digressione. Scott Williams martedì pomeriggio è salito in pedana con la pressione di dover difendere la semifinale del 2024, contro un avversario tostissimo come il filippino Paolo Nebrida e con alle spalle mesi di attività sporadica a causa di problematiche psicologiche che lo avevano portato nelle ultime settimane addirittura a dover rinunciare a competere. In questo contesto, “Shaggy” ha messo in piedi un’esibizione da intrattenitore di assoluto livello: nel primo set tira un 18o no-look, una chiusura al doppio 16 in no-look e continua a giocare con il pubblico. Nel secondo e nel terzo set respinge i tentativi di rimonta di uno stoico Nebrida centrando le triple come se fossero vasche da bagno. Alla fine perde solo due leg, ma ciò che fa più spavento sono la facilità di gioco e soprattutto l’insospettabile autostima mostrata dal ragazzo che, a quanto pare, ad Alexandra Palace si trasforma. Chiude la sessione pomeridiana la vittoria senza particolari botti del numero 8 Chris Dobey contro il qualificato cinese Xiaochen Zong.
La sessione serale è piena di nomi illustri ma allo stesso tempo sembra facile da prevedere: quattro giocatori in forma smagliante contro quattro giocatori nettamente inferiori. Ma la regola del World Darts Championship è una solo: nessuno è al sicuro. Delle undici sessioni giocate finora, solo in un’occasione i quattro giocatori con la classifica più alta hanno vinto, e la sessione serale di martedì, per quanto improbabile, non ha fatto eccezione. Si comincia subito con un incontro tra due nomi di cartello: da un lato il numero 2 tedesco Ricardo “Pikachu” Pietreczko, dall’altra l’ex campione Major e finalista di Premier League ma ormai totalmente sfiorito Josè Da Sousa. Per il portoghese questo match rappresentava l’ultima spiaggia per mantenere la sua Tour Card, ma un pò di sfortuna in doppia e un avversario troppo tedesco hanno distrutto il sogno. Per Josè, uno dei volti delle freccette nell’ultimo decennio, a meno di clamorosi ritorni attraverso la Q-School, è la fine. A sollevare il morale ci pensano gli olandesi: per il secondo match di serata derby dei Paesi Bassi tra il numero 6 del mondo Danny Noppert e il giovanissimo talento Jurjen van der Velde. Quest’ultimo, salito in pedana, in un momento di emozione e felicità, non riesce a contenersi e scoppia in lacrime. Bella scena, penserete voi. E invece ancora non avete capito nulla delle freccette, perchè dal replay la storia viene riscritta in pieno stile World Darts Championship: l’olandese, per fare show ed ironizzare sulla vespa che ormai risiede ad Alexandra Palace, era salito in pedana con uno spray insetticida, e in un delirio di stand-up comedy ha iniziato a spruzzarlo prima in giro per il palco e poi sulla sua faccia. Un colpo di genio che gli è costato qualche lacrima è probabilmente anche la vista durante la partita. L’auto-sabotaggio ha contribuito alla vittoria abbastanza agile di Noppert per 3-1, ma bisogna dire che il ragazzo, aldilà di un quoziente intellettivo da migliorare, ha le carte in regola per crescere nei prossimi anni. Nel terzo match di serata l’attesissimo Gerwyn “Iceman” Price si sbarazza rapidamente di Adam Gawlas, regalandoci un paio di esultanze spettacolari. Ancora niente risultati a sorpresa, e allora l’aria si fa tesa quando entrano in pedana Niko Springer, talento in rapida crescita da molti considerato underdog per le fasi finali, e un australiano di origini italiane di un metro e sessanta che nella vita consegna acqua di nome Joe Comito. La partita è quanto di più vicino possa esserci al remake di Germania-Italia del 2006. Niko Springer, da bravo tedesco, non si spiega come sia possibile che un mezzo italiano stia giocando meglio di lui, ed entra in una spirale di nervosismo. Dall’altra parte, Comito acquisisce consapevolezza di leg in leg, percepisce la paura dell’avversario, nel momento decisivo mette a segno un leggendario checkout da 155 che spezza a metà il cuore di Springer e dei poveri insopportabili tifosi tedeschi al suo seguito. Colpita la doppia decisiva, Comito scoppia in lacrime (stavolta per davvero). Senza alcun dubbio la più bella storia del Mondiale.
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