World Darts Championship 2026 Day #5 – La settimana scorsa

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La quinta giornata di World Darts Championship è andata.

Se avevate notato un leggero calo di show nelle giornate precedenti non preoccupatevi, perchè durante il primo lunedì del Mondiale è successo di tutto. 

Iniziamo come al solito dalla sessione pomeridiana, decisamente più interessante delle ultime. Ad accompagnare il pranzo il match di buon livello tra l’esordiente Tavis Dudeney e l’esperto Brendan Dolan. Quest’ultimo è stato in grado di prevalere nei passaggi decisivi e portare a casa un primo turno più pungente del previsto anche grazie al terzo Big Fish di questo Mondiale. Per quanto riguarda il giovane inglese, aldilà di qualche buon leg si fa notare per la mancanza di coordinazione nel momento in cui si abbassa per raccogliere una freccetta caduta. Aldilà degli scherzi, il ragazzo ha lasciato intravedere sprazzi di talento, lo si aspetterà volentieri. Secondo match e siamo già ad uno dei picchi di giornata. Ad occhi inesperti, quella tra Cameron Menzies, numero 26 al mondo, e Charlie Manby, zero freccette tirate nel circuito professionistico, poteva apparire come un noioso primo turno. Eccovi il vostro noioso primo turno: Manby parte forte ma Menzies non indietreggia e vince il primo set 3-2 tenendo un livello altissimo; la sensazione che questo ragazzino non sia così scarso inizia ad aleggiare, e difatti nel secondo set l’inglese sfrutta qualche errore in doppia dell’avversario e si inserisce nel match, 1-1; la tavola del dramma inizia ad essere apparecchiata, ma Menzies pare molto più concentrato e convinto che in passato, e dopo l’intervallo esce giocando il miglior set della sua partita; 2-1, e adesso è tutta in discesa o quasi, perchè nel momento di chiudere la partita il braccio dello scozzese inizia a tremare; Manby ne approfitta, chiude uno Shangai stellare e nell’eccitazione generale di Alexandra Palace siamo al quinto set; un leg ciascuno, poi Manby tiene il servizio e si porta sul 2-1; a questo punto deve ottenere un break per vincere la partita, ma Menzies si porta velocemente in zona check-out; è il momento decisivo, e il peggiore scenario possibile si manifesta come in un pessimo copione da film; dopo aver sbagliato sette Match Darts, ne sbaglia altrettante per salvarsi, Manby sopravvive all’ansia centrando la doppia decisiva e a Menzies si spegne il cervello. Tappa con la mano i fuochi d’artificio che uscivano dal tubo, poi si gira e distrugge a pugni il tavolino dove i giocatori poggiano l’acqua: il giudice arbitro lo invita caldamente a lasciare la pedana, e i fotografi lo immortalano mentre scende negli spogliatoi con un lago di sangue nella mano, in una fotografia che rimarrà nella storia del Mondiale. L’incidente non ha però tolto le luci dall’impresa di Manby, rapidamente divenuto idolo di pubblico e giornalisti. Proseguire dopo quanto accaduto è impresa ardua ma è pronto a fare il suo ingresso l’uomo adatto per queste situazioni, un Gentleman austriaco alla sua diciassettesima apparizione al Mondiale amato in tutto il mondo di nome Mensur Suljovic. Sorteggiato contro il numero 1 del Canada David Cameron, Mensur ha saputo tirare fuori un livello che sappiamo appartenergli e ha lentamente creato un solco tra sè e l’avversario culminato nel 3-1 finale, lasciandosi infine andare ad una serie di esultanze meravigliose. La partita contro Joe Cullen al secondo turno è già stata segnata nel calendario. A chiudere la sessione pomeridiana la sfida tra Noa-Lynn Van Leuven e il Padrone di Alexandra Palace: da almeno un’ora e mezza il pubblico non fa altro che acclamarlo, immaginando il suo outfit. Fa il suo ingresso in pedana, completamente travestito da Grinch con tanto di guanti pelosi, Peter Wright. Lo scozzese è ormai da anni usuale a ingressi di questo genere, e anche in questa edizione ha voluto fare un regalo al pubblico, giocando (e vincendo) il match impersonando il Grinch. 

Dopo un pomeriggio così cosa vuoi che succeda nella sessione serale? Intanto torna al Mondiale con una vittoria Max Hopp, ex talento ormai ai margini della classifica ma che in serata è ancora in grado di competere ai massimi livelli, contro il povero Martin Lukeman, incapace di andare oltre l’85 di AVG. Ha bisogno di tirare fuori la migliore prestazione di giornata e il quarto Big Fish Dirk van Duijvenbode per sopravvivere all’inaspettata battaglia messa in piedi da Andy Baetens, che si è arreso solamente al quinto e decisivo set. Terzo incontro della sessione tra il numero 5 del mondo Jonny Clayton e il simpaticissimo Adam Lipscombe, arrivato ad Alexandra Palace in limousine da Portsmouth dilapidando probabilmente l’intero montepremi che la sconfitta al primo turno per 3-1 gli ha garantito: senza strafare il gallese ha saputo mettere a segno le giocate giuste nei momenti decisivi, evitando drammi non necessari. La migliore partita della sessione per distacco è però l’ultima: ormai a notte fonda, fanno il loro ingresso in pedana Connor Scutt e Simon “The Wizard” Whitlock. I pronostici sono largamente a favore dell’inglese, che di fatto si porta velocemente in vantaggio di due set facendo capire a tutti che il miracolo agognato dal pubblico non s’ha da fare. E invece nel terzo set, probabilmente meno teso, Whitlock si lascia andare e inizia a giocare come nel 2010: 180 a profusione, una chiusura magnifica da 167, doppie doppie e la rimonta è servita, si andrà al quinto set, dove purtroppo il sogno si infranta contro una realtà fatta di tanta sostanza e concretezza, quella che Scutt sta dimostrando con crescente frequenza. 

 

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