L’undicesima giornata di World Darts Championship 2026 è andata.
Come sempre in questo periodo, le due sessioni di domenica hanno riservato colpi di scena che nessuno avrebbe potuto prevedere.
Il pomeriggio è iniziato con il botto con la sfida tra il numero 24 del mondo Ryan Joyce e il polacco Ratajski: quest’ultimo, sfavorito dai pronostici, ha sopraffatto l’inglese sia dal punto di vista dello scoring che dal punto di vista della percentuale in doppia, conquistando un 3-1 che dimostra quanto il suo livello sia vicino a quello dei grandissimi e quanto fastidio potrà dare al terzo turno e magari anche più avanti.
Per commentare il secondo incontro, in cui si sono sfidati Joe Cullen e Mensur Suljovic, abbiamo bisogno di fare un passo indietro e dare un contesto alla vicenda. Per il secondo anno di fila, l’inglese attualmente numero 32 al mondo era stato quotato come sfavorito nell’incontro di primo turno contro Dillon Brooks, e per il secondo anno di fila aveva zittito le critiche con una grandiosa prestazione. Nelle interviste post-partita un giornalista gli aveva chiesto se sarebbe stato in grado di mantenere un alto livello di gioco anche nel secondo turno e Cullen aveva risposto risentito, asserendo di non avere mai avuto problematiche di questo tipo. Sarà stata una previsione azzeccata quella del giornalista, sarà stato il nervosismo causato dalle continue perdite di tempo di Suljovic, fatto sta che “The Rockstar” ha concluso la partita con 86 di AVG, con pessime percentuali in chiusura, con spaventosi passaggi a vuoto ma soprattutto ancora una volta con un pugno di mosche in mano, sconfitto da un avversario che ha giocato ad un livello assolutamente insufficiente per questo contesto, ma che è riuscito ad entrare sottopelle a Cullen rallentando il ritmo della partita ed esultando dopo ogni leg vinto, tanto da ricevere un richiamo formale dell’arbitro e qualche insulto malcelato dall’inglese. Quest’ultimo ha dichiarato successivamente come l’atteggiamento dell’austriaco dovrebbe essere considerato a tutti gli effetti “imbrogliare”, scatenando il putiferio sui social.
A questo punto siamo già al tramonto e mancano ancora due partite per chiudere la sessione pomeridiana. A velocizzare le operazioni ci pensa Luke Woodhouse vincendo 9 leg su 10 contro l’ex numero 1 della Germania Max Hopp. Chiude la sessione il passaggio del turno di Rob Cross, che ha superato agilmente un Ian White che non è riuscito ad andare oltre una bella chiusura da 167 al secondo leg.
Il programma della serata pare abbastanza segnato: quattro fuoriclasse contro quattro buoni giocatori non all’altezza della sfida. Ricorderete che una situazione del genere era già occorsa qualche sessione fa, e che ebbi da dire allora che in questo torneo è praticamente impossibile assistere ad una sessione in cui tutti i favoriti vincono. Nel primo incontro Martin Schindler sopravvive ad un ottimo Keane Barry conquistando il più equilibrato e bugiardo dei 3-0. Nel secondo incontro ci si attende un dominio di Gerwyn Price, magari per 9 leg a 0, contro Wesley Plaisier. E invece questo è il Mondiale e Price ha vinto ben 0 set, uscendo in maniera del tutto surreale al secondo turno e spalancando la strada di Luke Littler nel tabellone. Luke Littler che dopo qualche brivido nel primo set ha superato David Davies per 3-0, estendendo la striscia di vittoria al Mondiale. Chiude la giornata la vittoria al quinto set del numero 16 al mondo Demon Heta contro la sorpresa svizzera Stefan Bellmont.
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