DARTS
Q-School
Si è appena conclusa quella che per centinaia di giocatori amatoriali di freccette è la settimana più importante dell’anno. Come ogni anno, alla fine del World Darts Championship tutti i possessori di Tour Card (una sorta di certificato di professionismo) da almeno 2 anni che si trovano al di sotto della posizione numero 64 della classifica mondiale perdono la Toru Card. I giocatori con Tour Card rimangono così 64, e 64 nuove Tour Card vengono messe in palio. Prima di addentrarci nella Q-School 2026, spieghiamo meglio cosa è una Tour Card.
Tour Card
Il sistema PDC prevede un continuo ricambio di giocatori basato sul merito. In sostanza (semplificando eccessivamente), per accedere ai tornei è necessario possedere una Tour Card. Per vincere la Tour Card e ottenere i diritti che ne conseguono esistono diversi metodi, il più famoso e gettonato è la Q-School. Nell’approfondimento potete trovare la spiegazione di come funziona la Q-School. Una volta vinta la Tour Card, il giocatore ha due anni di tempo per entrare nelle prime 64 posizioni del mondo. Se ci riesce, la Card gli viene rinnovata per un anno e così via fino a quando non scenderà sotto la posizione 64; se non ci riesce, la Card gli viene revocata.
Ad inizio anno, dunque, i primi 64 giocatori del mondo sono sicuri di mantenere la loro Card, mentre i giocatori dal 65 al 128: mantengono la Card se vinta l’anno prima, perdono la Card se vinta almeno due anni prima. Ogni anno si liberano quindi numerose Tour Card, che devono essere riassegnate. La Q-School 2026 ha messo in palio 29 Tour Card.
Chiarito il funzionamento e l’utilità della Tour Card, passiamo alla Q-School e agli altri metodi di acquisizione della Card. Se la Q-School è il torneo che mette in palio più Cards, queste possono infatti essere ottenute anche attraverso il Development Tour (esclusivamente gli Under 23) e altri circuiti minori che mettono in palio 1 o 2 Cards ciascuno, pochissime se comparate alle 29 messe in palio dalla Q-School, che per questo motivo viene considerata dalla totalità dei giocatori il torneo più importante dell’anno.
Per coglierne lo spirito, è importante precisare che alla Q-School, pagando, possono partecipare tutti. Non esiste uno sbarramento all’entrata. Questo proprio perché durante questa settimana l’unica cosa che incide al fine di conquistare la Card sono i risultati ottenuti in pedana.
La Q-School è divisa in due tornei: la UK Q-School, a cui possono partecipare giocatori provenienti dalla Gran Bretagna, dagli USA, dal Canada, dal Sudafrica e in generale dai paesi angolofoni e la European Q-School, a cui possono partecipare giocatori provenienti dall’Europa. Quest’anno la UK Q-School ha messo in palio 13 Tour Cards e la European Q-School ha messo in palio 16 Tour Cards.
A loro volta, questi due tornei si dividono in due fasi. Nella prima fase, che si tiene dal lunedì al mercoledì, si tengono tre (uno al giorno) minitornei ad eliminazione diretta a cui partecipano tutti gli iscritti alla Q-School ad eccezione di coloro che hanno appena perso la Tour Card, che entrano direttamente alla seconda fase. Durante la prima fase si guadagna un punto per ogni partita vinta. Al termine dei tre giorni, ad accedere alla seconda fase saranno: i giocatori che hanno appena perso la Tour Card menzionati prima; in ordine di punteggio, i vincitori della prima fase in numero tale da raggiungere i 128 qualificati alla seconda fase (Es. Se i giocatori che hanno perso la Tour Card sono 8, accederanno alla seconda fase i primi 120 della prima fase + gli 8 che entrano direttamente alla seconda fase).
Una volta stabiliti i 128 giocatori, da giovedì a domenica si giocano 4 minitornei (uno al giorno) ad eliminazione diretta che assegnano un punto per ogni vittoria.
Al termine della settimana, ricevono la Tour Card:
A seguire l’elenco dei 29 giocatori che hanno conquistato la Tour Card nella Q-School 2026.
UK Q-School:
European Q-School:
Manca per pochissimo la Tour Card il nostro Michele Turetta, mentre acquisiscono Tour Card attraverso altri circuiti Beau Greaves, Owen Bates, Stefan Belmont, Darius Labanauskas.
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