Presente tra le primissime posizioni della mia personale classifica “Miglior titolo da pronunciare”, oltre che nella classifica “Peggiori traduzioni del titolo da inglese ad italiano”, Eternal Sunshine of the spotless mind o Se mi lasci ti cancello (titolo probabilmente frutto di un’estrazione casuale di parole dal dizionario: l’unica cosa da cancellare è questo abominio di traduzione) è un film meraviglioso, un piccolo gioiello che si posiziona subito sotto al gradino più alto del cinema, popolato dai super cult, senza avere nulla da invidiare a questi ultimi. Indagine psicologica, sociale e filosofica riguardante principalmente i temi dell’importanza della memoria, dei segni e dei simboli, del limite etico dell’intervento sanitario-tecnologico che diventa un business su richiesta del paziente, del costrutto sociale del fidanzamento, delle modalità di formazione di relazioni, della manipolazione, dell’istinto o del sesto senso, attraverso una storia d’amore raccontata attraverso una struttura narrativa circolare che ricorda alcune canzoni di De André o Lost Highway di Lynch. Caratteristica comune a “Il laureato” è la capacità registica di sviscerare spinose questioni morali mantenendo scorrevole la narrazione e piacevole l’esperienza dello spettatore, coinvolto empaticamente nelle vicende dei due protagonisti, lodevolmente interpretati da Jim Carrey e Kate Winslet. Indubbiamente noto per il livello della sceneggiatura, premiata agli Oscar 2005, anche la regia, in generale di livello medio-alto, presenta soluzioni e spunti interessanti che contribuiscono alla riuscita del film. A 21 anni dalla prima uscita nelle sale americane quest’opera non è invecchiata di molto ed è molto difficile immaginare un mondo in cui non risulti attuale, brillante, utile ad affrontare riflessioni sull’essere umano e le sue caratteristiche.
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