Film della settimana
Stranger Than Paradise
In attesa del nuovo Father Mother Sister Brother consiglio la visione di uno dei primi film di Jim Jarmusch, uno dei più grandi esponenti del cinema indipendente americano. Si tratta di Stranger Than Paradise. Jarmusch mette in scena una tragicommedia dal sapore amaro, caratterizzata dall’ironia sagace, presente in tutte le opere successive del regista, e da un senso di noia che avvolge la vicenda. Un capolavoro di teatralità, un bianco e nero grezzo e una serie di inquadrature fisse interrotte da dissolvenze al nero che creano un ritmo inusuale per un film degli anni Ottanta. Il film gira intorno a un’estetica decadente che racconta di un’America vuota, spenta, capace di regalare solo sogni ai suoi cittadini. I silenzi interminabili la fanno da padrone, interrotti solo da dialoghi vuoti e svogliati; Jarmusch ci porta così nella monotonia della vita dei protagonisti per poi farci vedere la fugacità delle loro gioie, il loro viaggio verso il paradiso irraggiungibile del titolo.
“Sai, è strano… vieni in un posto nuovo, e tutto sembra uguale.”
©2025. Tutti i diritti riservati. By Ottavio Bongiovanni