“Concerto Grosso per i New Trolls”, New Trolls, 1971. – La settimana scorsa

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Concerto Grosso per i New Trolls

 

Consapevole che il suggerimento di oggi suonerà probabilmente come un insieme scomposto e noioso di note alle orecchie di una parte dei lettori, questa settimana la rubrica se la prendono di forza, ancora una volta, i New Trolls.

 Avevamo già parlato del loro primo album “Senza orario e senza bandiera”, accennando al suo ruolo da protagonista nei primi anni di Prog Rock in Italia. Oggi muoviamo un altro passo e ci fermiamo sul secondo album, “Concerto Grosso per i New Trolls”. Come il titolo lascia immaginare, siamo di fronte a qualcosa di leggermente diverso rispetto al vostro classico album del 2026. Privi di qualsiasi coscienza capitalistico-razionale, i nostri, forti del successo del primo album, attendono tre anni per uscire con un secondo album, e per non farsi mancare nulla decidono di tentare ancora una volta di battere una nuova via, una strada che in Italia era stata scarsamente esplorata sino ad allora. Coinvolti nel progetto dal maestro Luis Bacalov, compositore italo-argentino a cui si deve la paternità dell’opera, i New Trolls pubblicano nel 1971 un disco diviso in due: nel lato A, appunto, il Concerto Grosso; nel lato B un’unica traccia di 20 minuti di “pura” improvvisazione.

Partiamo dal lato A: come detto, l’idea geniale è del maestro Bacalov: realizzare un Concerto Grosso, una particolare forma di concerto della musica barocca in cui assistiamo ad un dialogo tra un gruppo di solisti e l’orchestra, affidando ai New Trolls e ai loro strumenti elettrici le parti dei solisti. Come da tradizione del concerto barocco, il lato A è formato dai tre tempi che costituiscono il Concerto e da una quarta traccia eseguita esclusivamente dai New Trolls: il primo tempo, Allegro, è strumentale; il secondo tempo, Adagio, è cantato; il terzo tempo, Cadenza – Andante con moto, è nuovamente strumentale con un segmento cantato sul finale; il quarto tempo, Shadows (per Jimi Hendrix), riprende il secondo brano avvicinandolo allo stile del chitarrista statunitense scomparso qualche mese prima.

Il lato B presenta la sola Nella sala vuota: Improvvisazioni dei New Trolls registrate in diretta, venti minuti, di cui la maggior parte strumentali, chiusi da sette minuti di assolo di batteria di Gianni Belleno.

Dal punto di vista puramente musicale, siamo secondo molti di fronte al picco della discografia dei New Trolls, secondo altri addirittura al vertice del Progressive Rock in Italia.

Personalmente, non lo consiglierei come primo ascolto per un novizio totale del genere: dato il suo alto livello di ricercatezza e sperimentazione potrebbe risultare a tratti disturbante se non ben introdotti alla materia. Per chi volesse addentrarsi in questo universo sonoro, consiglierei prima l’ascolto di “Senza orario senza bandiera”, decisamente meno hardcore e più orecchiabile per tutti, di cui potete trovare il mio pensiero sul sito.

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