La settimana tennistica #21 – La settimana scorsa

New Recipe

New Recipe

Benvenuti al settimanale che, causa assenza di creatività, si chiama...

Chi scrive è un appassionato di sport, cinema e musica

Australian Open 2026

 

Torniamo a parlare di tennis e lo facciamo coprendo quanto visto a Melbourne, dove è andato in scena l’Australian Open, primo Slam dell’anno.

 

64simi di finale

Si interrompe purtroppo al primo turno il torneo di Flavio Cobolli, che nella sconfitta per mano del britannico Fery ha dovuto affrontare diverse criticità, così come non trovano la vittoria Arnaldi, eliminato da Rublev, e Nardi, sconfitto dal cinese Wu. Sconfitta personalmente inaspettata anche per Korda, eliminato in cinque set da Zheng; per Popyrin, battuto al tiebreak del quinto dal francese Muller; per la testa di serie numero 17 Lehecka, incapace di aggiudicarsi un singolo set contro Gea; Nakashima, atteso al varco ma eliminato da Van de Zanschulp; Dimitrov, che ha ceduto il passo ad un ottimo Machac; Monfils, per mano dell’australiano Sweeny; Mpetshi Perricard, in cinque set da Baez. La più illustra eliminazione al primo turno è senz’altro quella di Auger-Aliassime: il canadese, che negli ultimi mesi era parso tra i più in forma, si è ritirato sotto 1-2 nel conto dei set contri Borges. Stesso destino per Joao Fonseca, sconfitto in quattro set dallo statunitense Spizzirri.

 

32esimi di finale

Il secondo turno è filato abbastanza liscio per le teste di serie rimaste, con le eccezioni di Shapovalov, vinto in tre set dal vecchio Marin Cilic, e Tsitsipas, ancora eliminato nei primi turni, questa volta per mano di Machac. Si fermano al secondo turno gli italiani Maestrelli e Sonego, uscito nel derby con Lorenzo Musetti.

 

Sedicesimi di finale

Si entra nel vivo del torneo, si concludono le prime partite epiche (la vittoria in cinque set di Musetti su Machac), si interrompono i sogni dei grandi vecchi Cilic e Wawrinka, eliminati rispettivamente da Ruud e Fritz. Impresa di Luciano Darderi, che batte in quattro set Kachanov e si assicura il derby con Sinner agli ottavi di finale. Sinner che a sua volta se l’è vista brutta contro Spizzirri, soprattutto quando nel terzo set, dopo aver perso il primo e vinto il secondo, è andato sotto nel punteggio e ha iniziato ad avvertire forti crampi che ne hanno praticamente impedito la mobilità.

 

Ottavi di finale

Si alza ancora il livello negli ottavi di finale: De Minaur tira fuori la migliore versione di sé e perde solo 6 game contro Bublik, Tien ne perde 7 contro Medvedev mettendo in piedi una prestazione di rara intelligenza, Zverev archivia in tre set il match contro Cerundolo, Alcaraz fa altrettanto contro Tommy Paul. Vittorie in tre set anche per Musetti nel capolavoro su Fritz e Sinner nel derby con Darderi. Rimonta dopo aver perso il primo parziale Shelton ai danni di Ruud confermando il suo status da top 10, approfitta del ritiro di Mensik Djokovic per accedere ai quarti di finale senza sprecare energie.

 

Quarti di finale

Ai quarti di finale alzano la voce i campioni: Alcaraz affonda un De Minaur disperatamente alla ricerca del modo per infastidire lo spagnolo, Zverev non cede ai tatticismi di Tien, Sinner non da nessuna chance al solito limitato Ben Shelton. Discorso diverso per l’ultimo match, in cui Lorenzo Musetti, dopo aver vinto i primi due set, è stato costretto ad abbandonare il campo per un infortunio nella sfida contro Novak Djokovic, per il secondo turno consecutivo baciato dalla fortuna.

 

Semifinali

Il venerdì delle semifinali, amaro per noi italiani, verrà indubbiamente ricordato come una delle giornate più spettacolari del tennis moderno.

Due partite, 10 set, le epiche personali dei quattro che si scontrano per scrivere un’altra pagina di storia.

La partita tra Alcaraz e Zverev è un film che simboleggia alla perfezione i due protagonisti: i primi due set, giocati a livelli altissimi, vanno nella direzione dello spagnolo, che però ad inizio terzo set pare accusare crampi e di fatto si pianta e inizia a giocare da fermo: dall’altra parte del campo Zverev, consapevole di essere obbligato a vincere contro un avversario infortunato, si irrigidisce a sua volta e rallenta inspiegabilmente, esternando tutte le sue insicurezze. Nonostante ciò, con due tiebreak rientra in partita e forza il quinto set, in cui si porta anche avanti di un break. A questo punto Alcaraz ricomincia a correre e Zverev affronta i suoi turni di servizio con crescente ansia. Sopravvive fino al 5-3, quando, al servizio per sconfiggere Alcaraz e fantasmi si scioglie sotto il sole australiano e perde 4 game di fila, cedendo il passo al giocatore palesemente favorito dagli Dei del tennis.

Nell’altra semifinale, senza troppi giri di parole, Novak Djokovic, a 38 anni, ci ha regalato (e soprattutto si è regalato) l’ennesima impresa leggendaria della sua inarrivabile carriera. Certo, le stelle si sono dovute allineare per dargli la possibilità di affrontare Sinner con un livello di energia fisica paragonabile (i ritiri di Mensik e Musetti gli hanno permesso di giocare due set in 6 giorni), ma rimane la grandezza di un atleta che ha travalicato il suo sport per accedere nell’Olimpo dei più grandi sportivi di ogni tempo. Per Sinner, che non perdeva una partita prima della finale negli Slam da anni, non è la fine del mondo, anche se a sentire le dichiarazioni di questi giorni sembrerebbe che l’azzurro abbia di colpo dimenticato come si gioca a tennis.

 

Finale

Da una parte Djokovic per il tanto agognato Slam numero 25, dall’altra Alcaraz per diventare il più giovane tennista di sempre a conquistare tutti e 4 i titoli dello Slam.

Il serbo ci ha provato, ha dato tutto quello che aveva in corpo, vincendo addirittura il primo set, ma alla lunga nulla ha potuto contro la gioventù che avanza.

Carlos Alcaraz, come Luke Littler nelle freccette, ci stanno viziando: ricordiamoci che per nessun motivo al mondo è scontato che esistano atleti di questa caratura in grado di far sembrare ovvio ciò che nessuno è riuscito a fare prima di loro. Godiamoceli con la consapevolezza di star assistendo a qualcosa di leggendario.

©2025. Tutti i diritti riservati. By Ottavio Bongiovanni