18° giornata Serie A
02/01/2026
Leao (50’)
03/01/2026
Da Cunha (rig. 18’)
Colombo (15’), Leris (38’)
Thorstvedt (12’), Pellegrino (24’)
Banda (45+1’), McKennie (49’)
Scalvini (12’)
04/01/2026
Spinazzola (13’), Rrahmani (32’)
Kean (90+2’)
Simeone (10’), Casadei (87’), Njie (90+1’)
Zielinski (39’), Martinez (48’), Thuram (74’), Castro (83’)
Ad una giornata dal giro di boa, le conformazioni assunte dalla classifica iniziano a farsi più nette. In testa, a giocarsi lo scudetto, tre squadre che hanno vinto e convinto: il Milan con la solita prestazione pragmatica a Cagliari, il Napoli con una superiorità in parte inaspettata contro la Lazio nel diluvio dell’Olimpico, l’Inter con autorità contro un Bologna acciaccato. Dietro, in lotta per il quarto posto, Juventus e Roma. I bianconeri, in ripresa nelle ultime settimane, sono inspiegabilmente usciti con un pareggio dalla gara contro il Lecce, mentre i giallorossi si confermano ancora una volta non in grado di reggere il confronto con le prime della classe. La totalità dei punti accumulati dagli uomini di Gasperini è arrivata contro le squadre della colonna sinistra, e questo dovrà far riflettere il nuovo allenatore dei capitolini.
Subito dietro, in corsa per le posizioni europee e con il sogno della Champions, Como e Bologna. I lagunari hanno risposto alle sconfitte pesanti con Roma e Inter con due vittorie altrettanto decisive, accorciando prepotentemente sul quarto posto e dimostrando di possedere le qualità per poter lottare fino alla fine. Il Bologna, in curva discendente nelle ultime settimane a causa di numerose defezioni, sta faticando a dare continuità a quanto di buono fatto vedere nei primissimi mesi di stagione.
Approfitta del passo lento generale l’Atalanta, che con i tre fondamentali punti conquistati contro la Roma si inserisce a pieno titolo nelle discussioni europee. Un eventuale qualificazione alle coppe sarebbe un grandissimo traguardo per Palladino considerando le condizioni di partenza che ha trovato a Bergamo. Frena ancora una Lazio troppo influenzata dagli eventi extracampo, costretta tatticamente dalle ambigue scelte di mercato operate da una dirigenza inadatta alla piazza. Prosegue il campionato tranquillo del Sassuolo, abile, prima che a infilare serie positive, ad evitare sconfitte sanguinose, caratteristica vitale per una neopromossa; importante e convincente vittoria al Bentegodi per un Torino profondamente modificato da Baroni, con Aboukhlal quinto a sinistra e un centrocampo inedito formato da Gineitis e Ilkhan. In quella che pare essere l’ennesima stagione grigia, i granata sono comunque molto più vicini al settimo posto che alla zona retrocessione, soprattutto grazie alle tre vittorie nelle ultime quattro di campionato. Sconfitte amare ma tutto sommato non preoccupanti per Udinese e Cremonese, ancora ampiamente a galla rispetto alla quota rossa.
A proposito di zona salvezza, questa può essere divisa nei seguenti sottogruppi: Cagliari e Parma, non ancora definitivamente staccate dalle altre ma sempre in grado di evitare serie di sconfitte; Lecce e Genoa, che per problematiche di rosa non possono permettersi di ambire che a lottare per non retrocedere; Pisa e Verona, che ad oggi, per organico, sembrano essere un passo indietro; Fiorentina, un oggetto non identificabile che proverà a evitare il disastro del secolo.
Ai discordi di campo va aggiunta una postilla sulle tante discussioni arbitrali che vengono sollevate in queste settimane: a mio avviso, la situazione reale è decisamente meno grave rispetto a quello che si potrebbe pensare leggendo i commenti sui social. Allo stesso tempo, il numero di errori di valutazione al VAR è aumentato rispetto agli scorsi anni, e la spiegazione credo sia da ricercare nella volontà di aumentare l’utilizzo del VAR di anno in anno, obiettivo che personalmente condivido ma che gli arbitri evidentemente non sono ancora pronti ad abbracciare correttamente.
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