Chet Bakers sings
Nel 1954 Chesney Henry Baker, detto Chet, è il miglior trombettista d’America. Questo è quanto dice un sondaggio del 1954 fatto dalla rivista jazz DownBeat che lo vede davanti a nomi come Miles Davis, Dizzy Gillespie e Clifford Brown. Ma non è questa la sede per raccontare come un venticinquenne di Yale si sia guadagnato tale fama. Parliamo invece di un disco uscito in quello stesso 1954 e che segna l’inizio della carriera da cantante di Baker, per l’appunto Chet Baker Sings.
Il debutto canoro di Baker fu divisivo ai tempi ed è divisivo ancora oggi perché conserva in sé una domanda divisiva: si può essere buoni cantanti senza essere dotati di una particolare abilità tecnica?
Nel 1954 Baker aveva dimostrato una rara padronanza della tromba e le lacune tecniche prodotte da una formazione musicale intuitiva erano ampiamente colmate dall’emotività e dall’espressività che caratterizzavano il suono della sua tromba. La tromba era per Baker un modo naturale per canalizzare gli stati d’animo prodotti da una vita tumultuosa e allo stesso modo concepiva il canto. Negli 8 brani che compongono il disco Baker suona la tromba e canta ma le due cose sembrano appartenere allo stesso regno; nella voce di Baker sembra di sentire l’eco della sua tromba. Quella voce fragile, priva di tecnicismi, all’apparenza svogliata è in realtà l’espressione di un’anima estremamente sensibile.
Ciò che spinse Baker a cantare era il potenziale emotivo della voce intesa come strumento musicale. La sua selezione di brani (come My Funny Valentine o I fall in love too easily) mostra una predilezione verso i temi della tristezza, della solitudine e del fallimento e l’interpretazione di questi risulta disillusa e spenta, priva di virtuosismi e dell’ironia tipica del jazz, rendendo così gli standard jazz quasi delle confessioni personali. Siamo fuori dalle dinamiche del jazz dei club e delle feste che risuona solo come un eco lontano in un disco intimo e casalingo.
In quel 1954 Chet Baker consegna alla storia brani indimenticabili come la versione definitiva di My Funny Valentine, che divenne la sua signature song o la sua versione di But Not for Me, brani che fanno parte di una discografia di cui Chet Baker Sings rappresenta uno dei punti più alti. Il disco nel 2001 è stato inserito nella Grammy Hall of Fame ed è il disco più venduto di Chet Baker.
Articolo a cura di Enrico Bongiovanni.
©2025. Tutti i diritti riservati. By Ottavio Bongiovanni