In occasione dei 52 anni di Adam Brody, festeggiati il 14 di aprile, in questa edizione si consigliano i due film con cui ha vinto l’Oscar come migliore attore, “The Pianist” e “The Brutalist”.
Attore tra i più riconoscibili della sua generazione, raggiunge l’apice del successo con la sua interpretazione di Wladyslaw Szpilman, pianista polacco sopravvissuto all’invasione tedesca nella Seconda guerra mondiale, nel film tratto dalla sua autobiografia, pubblicato nel 2002 per la regia di Roman Polanski con il titolo “The Pianist” o “Il Pianista” nella versione italiana. Eviterei di soffermarmi su questa pellicola poiché abbastanza sicuro che tutti lo abbiano visto, mi limiterò a puntualizzare come sia estremamente difficile realizzare un film sulla Seconda guerra mondiale, e soprattutto sulla tematica degli ebrei, senza risultare scontati o buonisti: Polanski gira un capolavoro assoluto sublimato forse dalla più grande interpretazione di questo quarto di secolo di Adam Brody, spaventosamente espressivo in un ruolo così delicato.
Simile nel modo in cui la vita del protagonista è raccontata, gira intorno ed è caratterizzata dalle peculiarità del suo lavoro “The Brutalist”, film del 2024 diretto da Brady Corbet che racconta la vita di Laszlo Toth, architetto ungherese ebreo sopravvissuto ai campi di concentramento ed emigrato in Pennsylvania nel dopoguerra. Aldilà della recitazione di Brody, il film presenta diversi spunti registici interessanti tra cui le ambientazioni (alcune scene sono girate nelle montagne di Carrara), la struttura della narrazione e il ritmo degli eventi.
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