Divo di Hollywood e uno dei volti più riconoscibili degli Stati Uniti, a partire dagli anni Cinquanta è stabilmente nella classifica degli uomini più influenti del pianeta. Considerato uno tra i migliori attori della storia del suo paese, nasceva 109 anni fa Kirk Douglas.
Bandiera del Lione, squadra con cui si distingue prima da calciatore, collezionando più di 400 presenze tra il 1955 e il 1966 (è ancora il sesto per presenze di tutti i tempi) e vincendo una Coppa di Francia, poi da allenatore, tra il 1968 e il 1976, conquistando un’altra Coppa di Francia.
Difficile spiegare Billy Bremner. Di sicuro siamo nell’Olimpo dello Sport. Di sicuro siamo di fronte al più forte giocatore della storia di un club estremamente rispettato e vincente come il glorioso Leeds United, squadra di cui è secondo per presenze e quinto per gol di ogni tempo (115 gol in 772 partite da centrocampista). Padre ideologico della generazione di centrocampisti che ha dominato la Premier League a cavallo del nuovo millennio, era una specie di ibrido tra Scholes, Gerrard e Lampard. In Scozia, dove è fiero di essere nato, a 13 anni giocava coi grandi. Quando arriva al Leeds, nel 1960, la squadra è in Seconda Divisione e sta lottando per non scendere in terza. Quando se ne andrà, nel 1976, il Leeds avrà vinto due volte il Campionato Nazionale, una FA Cup, una Football League Cup, una Charity Shield, due Coppe delle Fiere, oltre ad aver raggiunto la finale di Coppa dei Campioni nell’edizione 1975.
Senza dubbio Billy Bremner è stato uno dei più forti centrocampisti della storia del calcio europeo.
Attaccante del più forte Estudiantes di tutti i tempi. Guidata dal mitologico Osvaldo Zubeldia, quella squadra vinse un Campionato, Copa Libertadores consecutive tra il 1968 e il 1970, la Copa Intercontinentale del 1968 contro lo United di Best, la Copa Interamericana del 1969. Per Conigliaro anche un titolo nazionale con l’Independiente nel 1963.
Alan Sorrenti
Cantante italiano attivo a partire dagli anni Settanta e famoso soprattutto per il brano del 1977 “Figli delle stelle”.
Dominique Dropsy
Portiere francese protagonista in patria negli anni Settanta e Ottanta, con 596 è terzo per presenze di sempre nel campionato francese, da lui vinto una volta con lo Strasburgo e due volte con il Bordeaux. Sempre con il Bordeaux, tra il 1984 e il 1990, ha conquistato anche due Coppe di Francia.
Attore statunitense di riconosciuto talento, legato nel mondo del cinema al film cult “Being John Malkovich” in cui interpeta sé stesso.
Esterno offensivo destro o sinistro, leggenda del Ferro Carril Oeste, squadra con cui ha collezionato 616 presenze e due campionati nazionali. Faceva parte della rosa dell’Argentina a Messico ’86.
Centrocampista londinese bandiera dell’Arsenal. Con i Gunners ha giocato 447 partite tra il 1980 e il 1995, vincendo due campionati nazionali, una FA Cup, due Football League Cup, una Coppa delle Coppe.
Portiere cecoslovacco noto per aver difeso negli anni Novanta la porta del West Ham.
Terzino sinistro tra i migliori della sua generazione, inizia la carriera nel 1986 al Bordeaux in seconda divisione: nel 1996 i francesi arrivano in finale di Champions League, dove si arrendono al Bayern Monaco. Proprio al Bayern, dopo una parentesi all’Athletic Club, decollerà definitivamente la sua carriera. Con i bavaresi vince 6 Bundesliga, 5 Coppe di Germania, 5 Coppe di Lega, 1 Champions League e 1 Coppa Intercontinentale, che vanno ad aggiungersi alla Intertoto vinta con il Bordeaux e ai successi con la nazionale francese agli Europei 2000 e soprattutto ai Mondiali 1998.
Attore statunitense noto in tutto il mondo per l’interpretazione del ruolo di Howard Wolowitz nella serie The Big Bang Theory.
Kwadwo Asamoah
Centrocampista ghanese che si è distinto con le maglie di Udinese, Inter e sopattutto Juventus, con cui tra il 2012 e il 2018 ha vinto 6 Scudetti, 4 Coppe Italia e 3 Supercoppe Italiane. Faceva parte della squadra ghanese che sfiorò l’impresa di raggiungere la semifinale dei Mondiali 2010 in Sudafrica.
Simone Fontecchio
Ala dei Miami Heat, al momento è sicuramente il più forte giocatore italiano, oltre che l’unico attivo in NBA, dove sta raccogliendo minuti importanti sotto la guida di Coach Spoelstra.
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